Aromi lontani: Il viaggio e gli odori

 

Una fragranza è in grado di far retrocedere le lancette del nostro orologio, può far sorgere emozioni assopite ed evocare ricordi che all’improvviso prendono forma senza ragione. Tutti abbiamo sperimentato quell’improvviso dejà vu di odori almeno una volta nella nostra vita.

Cosa succede però quando ci imbattiamo in un profumo sconosciuto? Gli odori di una terra lontana di cosa sanno? Anch’essi ci riconducono a qualcosa di noi familiare?

Descrivere un odore è uno degli impegni più ardui per uno scrittore, dato che ogni persona ha sensibilità diverse agli aromi e non tutti hanno la stessa esperienza sensoriale del mondo. Cercare di descrivere con oggetti conosciuti nuovi sentori è il proposito di molti letterati viaggiatori che volevano darci una descrizione olfattiva dei luoghi che visitavano.

Ruyard Kipling nel suo libro I profumi dei viaggi descrive gli odori e gli aromi dei paesi da lui percorsi, afferma che ogni luogo ha un proprio odore. Una cascata di effluvi diversi che cambiano da posto a posto e che arrivano dritti a noi così come le immagini e i suoni. Ma con più fragore gli odori ci ricollegano ad un momento preciso nel tempo, senza troppe sfumature.

La potenza che manifestano gli odori è una valanga di emozioni e di colori. Tendiamo ad associare subito l’odore con un ricordo e fotografiamo l’istante nella nostra mente. Viviamo quel particolare momento con quella fragranza, che purtroppo è di breve durata. I profumi sono ancora più effimeri dei suoni e delle immagini, scappano non appena ci allontaniamo da loro, ma si ripresentano con una forza immensa quando ci imbattiamo in loro per un’altra volta.

Un esempio di questa potenza odorifera sono le spezie, racchiudono in sé stesse una storia di un posto, un paese, un piatto e una cultura in particolare. Usatissime in cucina e in medicina le spezie rappresentano una cornucopia di sentori magici.

Cannella, noce moscata, rosmarino, comino, zenzero, chiodi di garofano, sesamo, liquirizia, vaniglia, peperoncino, pepe e la lista non finisce di certo qui. Ogni spezia è legata ad un particolare uso e quest’uso cambia da paese a paese. Come ben sappiamo il curry non forma parte della tradizione culinaria italiana, ma sì di quella indiana. Le spezie sono un po’ come le gamme policromatiche dei pittori. Ogni colore forma opere peculiari, tutto dipende dell’uso che se ne concede e da come lo si trasforma.

La magia dei paesi è formata perciò dai suoi profumi, anche se alla nostra partenza questi odori svaniscono e ci disilludiamo dell’incanto vissuto. Si può affermare che l’emozione e l’impronta che lasciano questi odori è incancellabile anche se la scia del suo aroma non è più presente con noi.

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