Toledo: la città delle tre culture e della tolleranza religiosa

Mattone su mattone, pietra su pietra è così che la città si racconta al visitante. Toledo si specchia in due pupille, una è quella del Tajo, il fiume che l’attraversa, l’altra è la pietra attraverso la quale è possibile rileggere il racconto delle sue vestigia, miti e leggende. Dai suoi muri emerge anche un’altra storia, quella della tolleranza che per secoli si respirò a pieni polmoni in una terra ove persone di culti diversi convivevano pacificamente.

Per capire l’anima di Toledo bisogna entrare all’interno delle sua mura. Dentro le viscere in pietra delle cattedrali, moschee e sinagoghe, ma anche nelle più semplici vie e piazze è rintracciabile la storia che fino ad oggi continua a sopravvivere nello spirito dei toledani.

Riutilizzo di pietre di origine diversa

A prima istanza si può credere che i rimasti dei muri della città siano dei fossili intrappolati nell’amalgama di roccia, come le ossa dei dinosauri del sottosuolo. Detriti che non sono scampati ad una distruzione massiva e che sono lì per pura casualità. E’ la mano dell’uomo e il suo bisogno di riutilizzazione che portò a rimpiegare quegli antichi e massicci resti nella sua architettura, non è casualità ciò che poteva sembrare a prima vista un accavallamento di pietre di origine diversa.

Toletum in latino, Tulaytulah in arabo e Toldoth in ebreo sono i rispettivi nomi della città nelle tre diverse culture che albergavano in lei. Un’anima trina; una voce, la sua, che si faceva strada nei quartieri di diversi culti. Una forma di trinità differente quella che ci viene raccontata dalla storia. Cultura neolatina, araba e giudaica. Cristianesimo, islam ed ebraismo. Tre religioni che si abbracciarono per secoli a Toledo, luogo dove vissero in piena tolleranza e accettazione reciproca.

Città patrimonio dell’umanità, nel suo casco antico si ha la sensazione di essere prigionieri delle sue mura gotiche e moresche. Un incantesimo che è poesia in ogni viale che attraversiamo. Lo stile preponderante nella sua architettura è quello Mudéjar, parola proveniente dall’arabo ispanico e che significa “Quello a cui le è stato permesso di rimanere”. Sì, perché di questo si tratta; di arte che rimane e che di conseguenza si fonde. Unione artistica tra stile musulmano e cristiano. Una bellezza unica, apprezzabile solo in terra iberica.

Toledo sorprende il visitante fin dal momento in cui si varca la soglia della cinta muraria. Le varie porte, ognuna con alle spalle una storia, rappresentano i portali d’accesso al cuore del casco antico. La porta meglio conservata e senza ritocchi è la porta di Alfonso VI la quale un tempo fu l’entrata principale alla città. Un’altra porta di grande solennità e bellezza è la Bab-al-Mardum (Porta del Maggiordomo) oggi rinominata Porta del sole.

 

Porta del sole (image source: dondeviajar.es)

 

Se le porte sono i varchi d’accesso e naturalmente anche d’uscita della cittadella, allora i ponti sono le funi che si gettano oltre il fiume e che si arrampicano sulla terra. I ponti storici della città sono due: Il ponte di San Martin e di Alcantara. Situati in due capi opposti della città.

Ma parlando ancora del suo centro storico e non uscendo fuori da esso, un tempo la cittadella era divisa in quartieri di culto, c’era un quartiere per i cristiani, per gli ebrei (sefarditi) e per i musulmani. Ne abbiamo prova oggi nell’architettura e nell’urbanistica. Se si visita la città è dovere passare per l’antica Moschea del Cristo della luce e per la Judería (la zona ebrea), e perciò passare nelle due sinagoghe: la Sinagoga di Santa Maria la Blanca e la Sinagoga del Transito.

Senza lasciare da parte il gioiello di mano cristiana, è naturale non lasciarci scappare l’opportunità di visitare la Cattedrale gotica di San Juan de los Reyes, la cattedrale è composta da 750 finestre di vetri colorati che illuminano il suo interno in un vortice di colori appariscenti, basta alzare il capo per ritrovarsi in una foresta di lucciole di vetro, frammenti multicolore. Quello che un tempo allucinava il pellegrino medievale oggi lascia a bocca aperta il turista.

Per un appassionato d’arte Toledo ha tante cose da offrire, visite a musei, pinacoteche, mostre ecc.. Si tenga a mente che Toledo è un fiore all’occhiello dell’arte spagnola e che fu il luogo dove visse e morì il celebre pittore El Greco.

Porte, ponti, chiese e quartieri hanno una voce propria, raccontano un grande fetta di storia della Spagna, sin dalle origini fino alla storia contemporanea. La Alcázar, la fortezza che domina il paesaggio è una testimonianza recente, della Guerra Civile. La fortezza che si erge oggi è una ricostruzione della precedente che nel XX secolo venne quasi totalmente distrutta. Dentro la Alcázar oggi vi è il museo dell’esercito e una biblioteca.  Se si sale sopra una delle sue torri si potrà godere di una vista mozzafiato di tutto il casco antico.

 

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Alcázar di Toledo (Foto scattata dall’ostello dove alloggiavo)

Prima i Romani, poi i Goti, i Musulmani e dopo i Re cattolici e la Spagna di oggi. La città mantiene il suo forte carattere unico e storico, ogni posto possiede un’anima particolare. Dentro la città possiamo perderci tra le vie e i luoghi sacri e sapere che dovunque si vada troveremo sempre un tesoro. Se hai voglia di tuffarti nel tempo, varca i portali di Toledo.

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