Viaggio esteta alla ricerca della natura |Nelle terre estreme [Into the Wild]

V’è un incanto nei boschi senza sentiero;

V’è un’estasi sulla riva solitaria;

V’è un mondo dove nessuno reca turbamento,

Accanto al mare profondo e musica è il suo mugghio :

Non amo di meno gli uomini, ma di più la Natura…

(Lord Byron)

Ci sarà sempre un momento di riflessione, una breccia che si apre per dare spazio alle nostre domande. Chiedersi il senso della nostra esistenza. la ragione. La vita. La morte. Qual’è il nostro posto nel mondo o in un ordine più grande. File binarie d’interrogativi che sono scritti nel nostro DNA fin dalla nostra genesi.

Io. La società. La libertà. La paura di rimanere soli. Il timore alla solitudine e al vero senso dell’esistenza. Domande che passano in un lampo e poi, d’improvviso spariscono. Scordate.

Dimenticati, lasciati soli in un vuoto che non ha eco. Riempiamo il vuoto con qualcosa che crediamo sia “la felicità”. Posizione sociale, fama, denaro, beni materiali. Crediamo che questi siano realmente la fonte della nostra gioia. O almeno quello che ci ha insegnato la società, quella a cui ognuno di noi si sforza pur di farne parte, di diventare un incastro. Abbiamo paura di rimanere esclusi, tagliati fuori.

Comportamenti, atteggiamenti, opinioni, regole. Catene massificate e riprodotte. E capita che qualcuno rompa le file, esca dal gregge. Indubbiamente non libero dalle conseguenze. Non inosservato.

Into The Wild è un libro, un film, un documentario, ma prima di tutto è una storia e un nome. Quello di un ragazzo, Chris McCandless, che ha deciso di viaggiare inseguendo il significato della vita, liberandosi di tutto ciò che aveva per poter entrare in contatto con la natura.

Un cambio radicale ed esteta che porta il sé al ricongiungimento con l’essenza della vita, la natura, con ciò di più sottile ed elevato. Un trascendentalismo che scava la sua grotta nel cuore di uno scrittore, di un ribelle, di un ragazzo, di un essere umano. Trascendenza che avvicina lo spirito alla natura. Alla libertà. La liberazione.

TRAMA

Christopher McCandless è un giovane di famiglia benestante della Virginia, Stati Uniti. All’età di 22 anni si laurea a pieni voti nell’Università di Emoy, ottiene una laurea in scienze sociali.

Dopo la laurea decide d’intraprendere un viaggio da solo per l’Ovest degli States. Prima della partenza però, il giovane donò tutti i suoi risparmi ad un’associazione umanitaria, la Oxfam e tagliò le sue carte di credito e tutti i documenti personali.

Chris vuole scappare dal materialismo, dall’occlusione della società capitalista, vuole sparire. Matura ideali legati al trascendentalismo e all’anticonformismo per via delle sue letture (Thoreau, London, Tolstoj).

Scappa verso ovest, si porta con sé i libri e alcune cose necessarie per la sua sopravvivenza, abbandona la sua macchina e brucia gli ultimi soldi rimasti.  Da quel momento il giovane assumerà un’altra identità, si farà chiamare con il nome di Alexander Supertramp.

Durante il suo errare nomade conoscerà molte persone che nel corso del cammino lo appoggeranno, gli daranno rifugio e lo faranno anche lavorare. Ma il giovane è un errante, viaggerà continuamente da solo spostandosi da un luogo all’altro. Trascorre due anni per l’Ovest degli Stati Uniti e il Messico fino ad arrivare infine in Alaska. Qui tra il gelo della selva starà a contatto con le terre selvagge e avrà il tempo di meditare e riflettere sulla vita e l’esistenza.

In Alaska scriverà molto nel suo diario e vivrà ai limiti di sopravvivenza in mezzo ai boschi di ghiaccio dell’Alaska. Si sistemerà in un pulmino abbandonato che diverrà la sua base. Qui cercherà di sopravvivere con 4500gr di riso, un fucile calibro 22, munizioni, una camera e alcuni libri. L’Alaska sarà la tappa che segnerà definitivamente la sua vita, in mezzo alle terre selvagge, cercando la libertà che tanto anelava.

LIBRO: Il libro Into the Wild di Jon Krakauer si basa su fatti realmente accaduti. Le vicende di cui parla il libro, ma anche il film, sono una ricostruzione della vita del giovane Christopher McCandless. Le ricostruzioni della sua vita e dei suoi spostamenti durante il suo periodo di vagabondaggio sono stati compiuti attraverso le note del suo diario e le testimonianze delle persone che lo conobbero.

Il libro è un’estensione dell’articolo di 9000 parole dello stesso scrittore Krakauer che pubblicò con il nome di Death of an Innocent“. 

CITAZIONI

« C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l’animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo»
(Dalla lettera di McCandless scritta all’amico Ronald Franz)

 

Ho letto da qualche parte che nella vita importa non già di essere forti, ma di sentirsi forti. Di essersi misurati almeno una volta, di essersi trovati almeno una volta nella condizione umana più antica, soli davanti alla pietra cieca e sorda, senza altri aiuti che le proprie mani, e la propria testa. (citando Primo Levi)

Se ammettiamo che l’essere umano possa essere governato dalla ragione, ci precludiamo la possibilità di vivere. (Citando Tolstoj)

L’essenza dello spirito dell’uomo sta nelle nuove esperienze.

Approfondimenti:

Movie Review su The New York Times (ENG) 

Movie Review su Rogerbert.com (ENG)

Soundtrack Movie (Colonna Sonora Film)

“Surviving Alone in Alaska” Documentary broadcasted by VICE  (ENG)

Full Movie (ENG Sub ESP)

Into The Wild Documentary | Return to the Wild: The Chris McCandless Story (ENG)

Differenze tra Film e Romanzo (ENG)

SCENE IN ITALIANO DEL FILM

Into the Wild – Monologo sulla vita

Into the Wild – Sulla felicità 

 

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